CAGLIARI – LAZZARETTO
1.11 / 18.11. 2018
MOSTRA A CURA DI
FULVIO CALDARELLI
ARMANDO MILANI
MAURIZIO ROSSI

CENTRO INTERDISCIPLINARE DI RICERCA
SUL PAESAGGIO CONTEMPORANEO

Sede di una rinnovata relazione tra estetica, funzione e prestazioni sociali dei luoghi, il Centro interdisciplinare di ricerca sul paesaggio contemporaneo è rete permanente di studio e di progetto, che supera i dogmi del tecnicismo e delle indagini autoreferenziali, in direzione dello sconfinamento dei saperi. La moltiplicazione dei punti di vista e dei linguaggi è un’attitudine che prende forma attraverso la conversione prospettica di analisi solo apparentemente distanti: un inclinazione che, di fatto, si traduce nell’eterogeneità dell’organigramma interno e delle collaborazioni esterne.

Senza rinunciare alla propria specificità, il Centro modula costantemente la propria programmazione scientifica con quella di istituzioni universitarie, enti, fondazioni pubbliche e private.

 

Alla ricerca delle idee che abitano i luoghi, alla scoperta di luoghi che cercano nuove idee.

 

Istituito nel 2010, il Centro è il risultato di un percorso intrapreso già nel 1994 con La città senza nome. Segni e segnali nella metropoli moderna (Roma, Sala della Promototeca in Campidoglio), convegno internazionale di studio concepito per interrogare designer, progettisti e specialisti della forma urbana sul significato di immagine e identità dei luoghi. Una riflessione a più voci seguita nel 2009 dalla seconda edizione de’ La città senza nome. Segni e segnali nel paesaggio contemporaneo (Bari, Villa Romanelli Carducci), appuntamento che ha confermato l’utilità di una lettura polifonica del complesso testo dei luoghi e posto le basi per la nascita del Centro e la definizione dei suoi intenti programmatici, presentati in occasione della terza edizione de’ La città senza nome. Behaviour (Triennale di Milano, 2010). Il dialogo e il confronto sulle capacità evolutive e adattative dell’ecosistema urbano sono stati poi oggetto della quarta edizione de’ La città senza nome. Foreste urbane (Museo MAXXI – Roma, 2012).

La volontà di promuovere la comprensione delle trasformazioni estetiche ed etiche è all’origine della mostra antologica, a cura di Achille Bonito Oliva, “Gillo Dorfles. Essere nel tempo” (Museo MACRO – Roma, 27 novembre 2015 – 30 marzo 2016), ideata e organizzata dal Centro in omaggio all’opera totale di un padre storico della cultura visiva italiana.

 

Tracciare nuove relazioni, suggerire un nuovo sguardo.

 

Il paesaggio non è oggetto materiale, è organismo vitale. Anche gli approcci più specialistici mostrano tutta la loro inadeguatezza nel restituirne la complessità delle prestazioni. Perché l’identità sfuggente di un luogo è soprattutto territorio di immagini mentali, di percezioni, di vissuti esperienziali: orizzonte in gran parte inesplorato che il Centro indaga attraverso l’adozione di molteplici strumenti di ricerca.

Il film documentario Birdwatching (2012) rappresenta una caccia alle immagini delle nuove geografie dello spazio collettivo: appostamento strategico capace di cogliere frammenti di paesaggio e stabilire tra loro relazioni, alla ricerca dei possibili significati della parola abitare. Premiato come Miglior Documentario al Festival Internazionale di Documentari su Arte e Architettura 2014 è cortocircuito narrativo, tra parola e immagine, con contributi di Alberto Abruzzese, Giorgio Battistelli, Dante Ferretti, Enzo Mari e Renato Nicolini.

Nota Bene. I linguaggi della comunicazione (Logo Fausto Lupetti Editore) è la prima rivista italiana sui linguaggi della comunicazione, ideata nel 1999 da Fulvio Caldarelli, Gillo Dorfles e Stefania Giannini come parentesi aperta di riflessione per sperimentare nuove forme di approfondimento e divulgazione.

The seat of a renewed relation between the aesthetics, function and social use of places, the Centro interdisciplinare di ricerca sul paesaggio contemporaneo is a permanent study and project network which exceeds the dogmas of technicality and self-referential investigation. The objective: to outstrip the confines of disciplines.

The multiplication of viewpoints and languages is a predisposition which takes shape through the perspective conversion of analyses which are only apparently distant one from the other: an inclination which translates into a heterogeneity, that of the internal hierarchy and external collaborations.

Without relinquishing its own specificity, the Center constantly modulates its own scientific planning with respect to that of university institutions, authorities, public and private foundations.

 

In search of ideas which inhabit places, seeking places which are looking for new ideas

 

Established in 2010, the center is the result of an itinerary undertaken first in 1994 with La città senza nome. Segni e segnali nella metropoli moderna (Rome, Sala della Promototeca in Campidoglio), an international study conference conceived to question designers and specialists of urban form on the significance of images and place identities.

A collective reflection followed in 2009 by the second edition of La città senza nome. Segni e segnali nel paesaggio contemporaneo (Bari, Villa Romanelli Carducci), an appointment which confirmed the utility of a polyphonic reading of the complex text of places and laid the foundation for the birth of the center and the definition of its programmatic intentions, presented on the occasion of the third edition of La città senza nome. Behaviuor (Triennale di Milano, 2010).

The dialogue and debate about evolvability and adaptability of the urban ecosystem became the subject of the fourth edition of La città senza nome. Foreste urbane (Museo MAXXI – Roma, 2012).

A wish to promote understanding about aesthetic and ethical transformation is the origin of the retrospective exhibition edited by Achille Bonito Oliva, “Gillo Dorfles. Essere nel tempo” (Museo MACRO – Roma, 27 November 2015 – 30 March 2016), organized by the center in honour of the complete works of an important historical figure in Italian visual culture.

 

Treating new relations, suggetsing a new perspective.

 

The landscape is not a material object, it is a vital organism. Also the more specialistic approaches show all their inadequacy in restoring the complexity of performance. Because the fleeting identity of a place is above all the territory of mental images, perception, experiential lives lived: mostly unexplored horizons which the center investigates by adopting multiple research instruments.

The documentary film Birdwatching (2012) is a hunt for images of the new geographies of collective space: a strategic stakeout which grasps fragments of landscape and establishes relations between them, in search of possible meanings of the word inhabit. Winning an award for Miglior Documentario al Festival Internazionale di Documentari su Arte e Architettura 2014 it is a narrative short circuit, between word and image, with contributions by Alberto Abruzzese, Giorgio Battistelli, Dante Ferretti, Enzo Mari and Renato Nicolini.

Nota Bene. I linguaggi della comunicazione (Logo Fausto Lupetti Editore) is the first Italian magazine about communication languages, created in 1999 by Fulvio Caldarelli, Gillo Dorfles and Stefania Giannini as an open parenthesis of reflection to experiment new forms of in-depth analysis and divulgation.